Il grande cuore dei berchiddesi:
altruista, generoso, solidale, ma anche sensibile, disponibile e pronto ad
accorrere a sostegno del prossimo. Non è una novità per chi conosce la realtà
della nostra comunità che sempre in passato ha sempre preso a cuore le
sofferenze e le necessità del prossimo. Le popolazioni dell’Africa, le misere
realtà messicane, le genti dell’est europeo, i terremotati o gli alluvionati. Il paese si è sempre caratterizzato per la
tempestività, la rapidità ed la prontezza con le quali ha dimostrato, con i
fatti, la nobiltà che lo caratterizza. C’è sempre stato un gruppetto di
berchiddesi che ha preso un’iniziativa di carattere umanitario; ad essa hanno
immediatamente fatto seguito l’apprezzamento e conseguentemente il sostegno e
la generosità dell’intera comunità. Un piccolo centro che si attiva e centra
gli obiettivi che si era prefissato con un’iniziativa non casualmente
intitolata “Io c’entro”. Colpisce soprattutto il fatto che, in questo caso, sono
stati soprattutto i giovani a d assumere un’iniziativa dai profondi risvolti
umanitari. Le popolazioni devastate dal recente sisma necessitano di tutto; non
possiamo- si sono detti i protagonisti di questo lodevole progetto - rimanere
insensibili di fronte a tanta devastazione materiale, morale e umana. La rete è
stata il supporto logistico più naturale ed efficace per diffondere gli
obiettivi di un impegno che non ha avuto bisogno di tanti giri di parole. Tutto
il paese ha raccolto l’invito e si è sentito direttamente coinvolto. I
risultati hanno superato anche le aspettative dei più entusiasti. Quindici
giorni di preparativi hanno consentito di predisporre in piazza dei piatti che
hanno suscitato l’entusiasmo, ma soprattutto hanno dimostrato la straordinaria
grandezza d’animo degli innumerevoli partecipanti a questa stupendo momento di
attenzione e di premura. Un felice pretesto per esserci, per sentirsi
direttamente partecipi dell’angoscia di tanti sofferenti, per “entrare” discretamente,
amichevolmente ed emotivamente nella vita dei più sfortunati e far sentire loro
il calore della condivisione e della compartecipazione.
domenica 11 settembre 2016
venerdì 2 settembre 2016
Il pericolo proviene dal mare
Il pericolo proviene dal mare.
Era l’affermazione più ricorrente presso i nostri antenati per spiegare le
continue incursioni dei predoni che nei secoli hanno depauperato la nostra isola.
Le torri di avvistamento costruite lungo la fascia costiera dell’isola per
segnalare l’apparire degli incursori, costituivano un’ancora di salvezza per
gli abitanti inermi e indifesi. Sarà per questo che i sardi vengono etichettati
come persone diffidenti soprattutto nei confronti degli estranei. Eppure
manifestiamo un carattere ambivalente che spesso ci porta ad essere
eccessivamente cortesi anche con persone che non lo meritano: soprattutto se provenienti
da altre realtà. Ricordo la ritrosia di tanti insegnanti sardi preparati e
motivati a produrre domanda per l’incarico di dirigente scolastico. Allo stesso
tempo non posso dimenticare la presunzione di tanti docenti “continentali” che,
pur non essendo altrettanto competenti, assumevano l’incarico con leggerezza e con
superficialità. La decisione del governatore Pigliaru di affidare l’incarico di
direttore generale dell’unica asl sarda ad un reatino riflette specularmente
questa riflessione. Non abbiamo in Sardegna giovani preparati che sappiano
svolgere compiutamente questo incarico? Mi rifiuto di crederlo. Conosco ragazzi
che, costretti a esercitare la propria competenza lontano dalla Sardegna, sono
diventati dei seri professionisti apprezzati e considerati. Docenti che
prestano il proprio servizio in importanti università europee ed extraeuropee,
architetti che operano in alcuni degli studi più prestigiosi e conosciuti,
ingegneri che svolgono attività in America latina, manager con collaudata
esperienza in diversi settori dell’economia, della ricerca, della sanità e
della finanza. La nostra è una società che ha paura dei giovani e nutre scarsa
fiducia nelle loro capacità. Spesso ricorre a pensionati, talvolta impegnati in
ulteriori incarichi, per coprire posti lautamente retribuiti. E poi ci
lamentiamo della cronica carenza di nascite o investiamo in campagne volte a
scongiurare questo triste fenomeno che offendono il decoro e la dignità e
l’autodeterminazione della donna. Cerchiamo da domani di recuperare la fiducia
nelle nostre giovani risorse umane e potremo avere una Sardegna fiera, indomita
consapevole delle proprie capacità e orgogliosa delle proprie intelligenze.
sabato 27 agosto 2016
Colpi di sole e colpi di sonno
E poi si rammaricano
della modesta considerazione della quale sono circondati. Si meravigliano che
gli italiani non apprezzino, soprattutto in una fase così delicata come quella
attuale, gli straordinari e incredibili privilegi dei quali godono. L’elenco
sarebbe lungo. Eppure ogni tanto salta
all’attenzione dell’opinione pubblica qualche novità che lascia basiti. Il
bilancio della camera 2016 al capitolo 1130 prevede una spesa per la copertura
assicurativa dei nostri deputati pari a 350.000 euro l’anno. L’assicurazione
copre i rischi derivanti dalla puntura di insetti, da colpi di sole, da
terremoti, da inondazioni ed alluvioni, da infortuni in stato di ebbrezza e
infine da infortuni per colpa grave degli stessi nostri esimi rappresentanti. L’indignazione
per un provvedimento che conferma lo stato di casta ai nostri politici è
temperato da una serie di lacune che pregherei i diretti interessati di
recepire in quanto presentano un’incidenza di gran lunga superiore agli
infortuni previsti per la loro indiscussa attualità. Invito, pertanto, chi di
dovere a includere i seguenti rischi che gli italiani saranno ben lieti di
pagare con la crescente tassazione alla quale sono sottoposti. L’assicurazione
dovrebbe coprire i rischi derivanti agli indici delle mani costretti ad un
lavoro straordinario in occasione di ripetute votazioni; in questo modo si
consente ad un collega assente di votare e si assicura la legalità dell’atto.
Un’ulteriore copertura dovrebbe essere estesa alla vista alla quale vengono
arrecati danni per il prolungato utilizzo di tablet e iphone per chattare,
stazionare su Facebook, instagram, twitter o più semplicemente dedicarsi alla
visione di un documentario o di un film. Questi strumenti di lavoro
costituiscono il corredo che viene consegnato a ciascuno all’atto della
proclamazione. Infine non sottovaluterei l’opportunità di estendere la polizza
alle cadute dalla sedia dovute ai colpi di sonno, diffusamente documentati
sulla rete, che attanagliano i deputati durante le sedute nelle quali si
dibattono importanti e significativi argomenti riguardanti la plebaglia
italica.
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